ZONE UMIDE

Percorso azzurro (Km 8,5 ca.)

Le zone umide costituiscono il "cuore" del Parco dal punto di vista naturalistico, oltre che geografico. Sono costituite per lo più da paludi e stagni formatisi sui percorsi delle acque di scioglimento del ghiacciaio che circa 10.000 anni fa diede al territorio l'impronta geomorfologica definitiva.
All'interno e nei pressi delle zone umide sono conservate rare specie di flora acquatica e palustre, peraltro quasi sempre riconoscibili ed apprezzabili solo con una guida esperta; vi trovano inoltre ricetto alcuni esemplari dell'avifauna acquatica migratoria, oltre ad una notevole quantità di anfibi e ad una interessante entomofauna acquatica.
Il percorso parte da via Gattico, presso la Sede del Parco. Al termine di una breve salita, si devia a destra per la "Stra' dal Bagain" (n. 6). Oltrepassata una piccola depressione, raramente sommersa, si imbocca a sinistra il sentiero che conduce alla ex cascina "Camotta" (oggi ristrutturata) lasciando sulla destra due piccole aree palustri con un'estensione di carici (prevalentemente Carex elata) comprese tra quinte arboree ed arbustive di schermatura e caratterizzate fra l'altro dalla presenza di Juncus bulbosus ed Utricularia spp.
Oltrepassata la cascina di cui sopra, lo stagno "della Camotta", sulla sinistra del sentiero, è un esempio lampante del fenomeno di naturale interramento che interessa buona parte delle zone umide del Parco: un'ampia estensione a Caricetum elatae è resa compatta dalla proliferazione dello sfagno (Sphagnum spp.): variabile l'entità della fioritura - verso le rive e nei mesi estivi - di Utricularia vulgaris, minuscola e delicatissima specie carnivora.
Al termine del sentiero piegando a sinistra ad ogni bivio, attraverso "Stra' d'la Puul" (n. 10), "Sente'di Busch" (n.5) e "Stra' di Pianel da Gatic" (n.1 ) si arriva all'incrocio con "Stra' di Lagon" (n.2) e ci si dirige al Lagone. Sulla sinistra del sentiero sono visibili le tracce di un fossato che permetteva, ancora nella prima metà del secolo, il collegamento tra le più importanti zone umide del Parco, in particolare tra lo stagno della Camotta - visto precedentemente - ed il Lagone.
Quest'ultimo è lo specchio d'acqua con caratteristiche più giovanili dal punto di vista evolutivo; ospita normalmente tra la vegetazione di ripa che lo circonda, numerosi esemplari di Germano reale e Gallinella d'acqua, specie che vi nidificano. Più raramente sono avvistabili altre specie tra Anatidi, Ardeidi (soprattutto Airone cenerino, spesso presente anche alla Camotta e verso il confine sud del Parco), Rallidi, svassi e cormorani. La vegetazione palustre è particolarmente composita e vi si riconoscono, ben rappresentati, vari stadi del progressivo interramento dianzi accennato.
Il periplo dell'importante zona umida della "Torbera" è assicurato dal percorso attraverso "Stra'di Sell" (n.15), "Sente' dal Foss" (n. 17), "Sente' dal Laghett" (n. 11 ) e "Stra' d'la Buscarola" (n. 4).
La zona umida della Torbera, in fase di avanzato interramento e relativamente isolata, comprende alcuni piccoli specchi d'acqua ospitanti tra l'altro Tuffetto, Gallinella d'acqua e Germano reale nidificanti. Più spesso che altrove è possibile osservare il Martin pescatore.
Nelle vaste superfici a cariceto è presente, fra l'altro, Drosera intermedia altra piccola specie carnivora.
Tornando sui propri passi attraverso "Stra' di Lagon" (n. 2) si imbocca, al termine di questa, "Stra' di Pianel da Gatic" (n. 1 ) e dirigendosi a destra si raggiunge nuovamente la Sede del Parco.



BOSCHI
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Percorso rosso (Km 12 ca.)

Per circa tre quarti la superficie del Parco è occupata dal bosco che, pur essendo degradato per cause antropiche, conserva ben evidenti le caratteristiche del querceto originario, con predominio di Farnia, Rovere, Betulla, Pino silvestre sulle alture moreniche ed Ontano nero nelle zone umide.
Lungo tutto il percorso consigliato è possibile ammirare con un po' di fortuna (e di perizia) alcuni esemplari della fauna selvatica tipica della zona: Scoiattoli e piccoli Roditori, Insettivori, Lepri, un'ottantina di specie di Uccelli prevalentemente frequentanti il bosco o i ristretti ambienti aperti ad esso intercalati, Anfibi, Rettili ed Invertebrati comuni e - solo eccezionalmente - qualche Mustelide (Faina, Donnola) o Volpi.
Il percorso parte da "Stra di Valett"(n. 8) ed attraverso una zona in cui sono presenti a tratti il querceto con buoni esemplari di Farnia, a tratti un robinieto sostanzialmente povero, raggiunge "Stra' di Pianel da Gatic" (n. 1 ) e la segue fino ad incontrare il "Sente' di Busch" (n. 5): la Robinia contende efficacemente alla Farnia gli spazi di rinnovazione, il Castagno è vieppiù presente, insieme alle betulle e ad altre specie minori per diffusione, ma comunque significative (v. Ciliegio selvatico, Tiglio comune). Il tratto iniziale del "Sentè di Busch", non compreso nel percorso, permette di ammirare i migliori esemplari di Pino silvestre; per il resto farnie, roveri, qualche cerro, insieme a betulle, castagni, robinie in quantità contenuta, compongono la fascia boschiva naturalisticamente più interessante dell'area protetta.
Il "Sentè di Busch" viene percorso fino ad un nuovo incrocio con "Stra' di Pianel da Gatic" (n. 1 ) all'altezza del quale occorre voltare a sinistra, seguire per breve tratto "Sentè dal Mött''(n. 9) e "Stra' di Sell" (n. 15) per imboccare poi "Sentè dal Foss" (n. 17) ed infine "Sentè dal Custon" (n. 16). Questo, attraversa una zona di brughiera in cui i boschetti di Farnia si fanno radi, la Betulla si comporta da pioniera in aree non boschive ed incominciano a presentarsi in modo diffuso Pino rigido e soprattutto Pino strobo (entrambi considerati "naturalizzati").
Successivamente, lungo Stra' d'la Buscarola (n.4) e Stra' Nova dal Pinin (n. 7) si cammina tra due "mondi" forestali completamente diversi: a destra una pineta artificiale di strobi, nella cui atmosfera ovattata è facile e piacevole immergersi per una variante (od una sosta) particolarmente riposante; a sinistra il bosco misto tipico, con buoni esemplari di querce d'alto fusto e tratti in cui predominano Pino silvestre e Pino rigido.
Lungo "Stra' dal Muntasc" (n. 3) si è colpiti dalla eterogenea composizione del soprassuolo, determinata dalla frammentarietà degli interventi effettuati fino all'istituzione del Parco: il ceduo di Castagno degradato si alterna alla Robinia, ma querce esemplari ed altre latifoglie testimoniano ancora una volta la fertilità dei suoli rispetto alla cenosi originaria.
L'ultimo tratto del percorso ["Stra' di Lagon" (n. 2), "Sentè dal Mött"(n. 3) e "Stra' di Valett" (n. 8)] riconduce al punto di partenza attraverso una zona in cui, fatta eccezione per la cintura di vegetazione intorno al Lagone, l'ingresso massiccio di Robinia (spettacolare la sua fioritura primaverile) in coltivi o boschi abbandonati diventa motivo dominante e di sperimentazione per la conversione ad alto fusto della stessa.
La vegetazione del sottobosco, il cui strato arbustivo è dominato da Nocciolo e Sambuco, è mediamente acidofila e presenta fra l'altro, Felce aquilina, Frangola, Brugo, Mirtillo, Fior di Maggio, Verga d'oro, Luzula spp., Ginestra dei carbonai, Mughetto, Campanellino, Pervinca, Felce femmina, Rovo, Dente di cane, Anemone nemorosa.
Importante la presenza di specie a protezione assoluta quali Gentiana pneumonanthe ed Osmunda regalis.
Circa 150 le specie di macromiceti censite a tutt'oggi.



ARCHEOLOGIA

Percorso viola (Km 6 ca.)

All'ingresso di via Gattico si comincia a percorrere la salita di "Stra' di Pianel da Gatic'' (n. 1 ) e si segue quest'ultima per quasi tutto il suo sviluppo fino all'incrocio con "Stra' di Sell" (n. 15).
Durante il tragitto si fiancheggia "Motto Lagoni" nei cui pressi si trova il primo dei pannelli che richiamano l'attenzione del visitatore sulle antiche civiltà presenti nell'area e delle quali si conservano a tutt'oggi esemplari resti.
In loco furono portate alla luce sepolture appartenenti alla cultura di Golasecca (Età del Ferro) e datate Vl - V secolo a. C.
Alcuni dei materiali significativi cui si fa riferimento nel pannello sono visibili presso il Museo Civico di Arona.
Percorso un breve tratto di "Stra' di Sell" (n.15) si imbocca "Sente' dal Foss" (n. 17) che conduce ad un bivio. Qui un secondo pannello illustra i ritrovamenti relativi ad una necropoli romana ad incenerazione del II - III secolo d. C. e fornisce notizie sulla romanizzazione del Basso Verbano. Anche in questo caso i materiali rinvenuti in loco, così come quelli del sito visitabile a poca distanza, sono in parte raccolti presso il Museo Civico di Arona.
Il terzo pannello si trova nei pressi di una necropoli romana di cui l'Ente Parco ha curato il restauro, eseguito dalla Società Lombarda di Archeologia di Milano sotto la direzione della Soprintendenza Archeologica del Piemonte.
Per visitarla occorre percorrere un breve tratto della parte alta del "Sente' dal Custon" (n. 16). Sulla destra, in cima ad una modestissima altura ed al confine con una piccola pineta artificiale a Pino strobo, sono situate 10 tombe apprezzabili nella loro struttura originaria grazie agli interventi di recupero e/o restauro effettuati.
Riprendendo la parte bassa dello stesso sentiero (occorre tornare al bivio precedente) si giunge all'incrocio con "Stra' d' la Buscarola" (n. 4), che si percorre poi sino al Lagone.
Qui un'ultima sosta nei pressi del quarto pannello consente di dar spazio alle suggestioni provocate dal ricordo dei più antichi abitanti dell'area di cui si abbia notizia: gli uomini delle palafitte, che in un periodo databile tra il XVIII ed il XIII secolo a. C. si insediarono sulle rive del Lagone assicurando ai futuri studiosi ed appassionati una notevole varietà di reperti, mirabilmente conservati nel suolo torboso: tra di essi le famosissime ruote in legno, due piroghe scavate in tronchi d'albero, oggetti in ceramica, armi ed ornamenti metallici ed utensili in selce. Per osservare alcuni di questi reperti occorre recarsi al Museo delle Antichità di Torino.
Attraverso "Stra' di Lagon" (n. 2), dopo aver riservato uno sguardo al più pittoresco degli stagni del Parco, si giunge su "Stra' di Pianel da Gatic" (n. 1 ) che riconduce al punto di partenza.